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La ferrovia Faentina

Storia e attualità di una linea ferroviaria appenninica

Negli anni 2023 e 2024 ricorrono il 130° anniversario dell’inaugurazione della Ferrovia Faentina e il 110° anniversario dell’inaugurazione della tratta Borgo San Lorenzo-Pontassieve, scadenze che possono essere l’occasione per realizzare una serie di iniziative volte a sensibilizzare il territorio sull’importanza strategica di queste due infrastrutture; in particolare sul ruolo della mobilità sostenibile nella zona, sulla pianificazione urbanistica attenta all’accessibilità su ferro piuttosto che su gomma ai centri abitati, nonché agli insediamenti industriali e commerciali.

La sensibilizzazione vale anche verso le istituzioni, per richiedere un miglioramento del servizio e delle condizioni infrastrutturali delle linee, ripristinando i punti di incrocio “disarmati”, migliorando il segnalamento, ripristinando le biglietterie nelle stazioni e predisponendo altri servizi per pendolari, viaggiatori, turisti.

Inoltre, nel gennaio 2024 si ricordano i primi 25 anni di attività della “ripristinata” Ferrovia Faentina. Nel corso di questo tempo trascorso, anche dal più ravvicinato, quello relativo alla riattivazione del 1999 – un quarto di secolo, quindi – emerge l'esigenza di cercare schemi nuovi e percorsi originali, per rispondere sempre meglio alla necessità di sistemi di collegamento e mobilità più sostenibili che in passato, per sostenere lo sviluppo dei territori interessati e i collegamenti con le realtà di maggiore attrazione.

Per questo motivo un gruppo di cittadini sensibili, che fanno perno nell’Associazione di Cultura Politica Fiesole Democratica ritiene opportuno offrire luoghi di confronto politico e culturale e momenti di alto valore simbolico di tessitura e di relazioni tra le organizzazioni sociali, civiche e le istituzioni.

L'idea

L'idea progettuale prende le mosse dall'esigenza di massimizzare la capacità di ciascun attore (istituzioni, università, movimenti civici, organizzazioni dei consumatori, associazioni ambientaliste, ecc. ecc.) di imporsi all'attenzione pubblica e al dibattito, con l’obiettivo – molto sfidante e suggestivo – di offrire la possibilità di un pubblico dibattito per condividere i cambiamenti necessari nella gestione e nello sviluppo di temi d’interesse, da articolare, sia in forme impegnative, sia in modalità culturali e ludiche, nelle specificazioni rappresentate dai vari eventi; ciò potrà avvenire in modo coordinato, valorizzando tuttavia l’autonoma determinazione delle singole organizzazioni che fanno parte dei territori interessati.

Gli eventi

I promotori ritengono opportuno suddividere la serie di eventi proposti in tre ambiti distinti e complementari:

A. riflessione sull’attuale ruolo dell’infrastruttura ferroviaria nel territorio;

B. valorizzazione turistica e opportunità ludiche e sportive;

C. rievocazione culturale e storica;

Sarà promosso un convegno sul ruolo in generale della ferrovia nel territorio: verifica sulla qualità del trasporto offerto in queste tratte ferroviarie e su quello atteso, sull’accoglienza nelle stazioni, su servizi, potenzialità, criticità, spunti per il miglioramento e la qualificazione del servizio offerto anche riattivando fermate e stazioni attualmente chiuse.

Nelle sessioni del convegno saranno affrontate la storia, l’attualità e il futuro della rete ferroviaria mugellana, non solo dal punto di vista prettamente ingegneristico e della mobilità (ritornando a proporre la progettazione di una vera rete intermodale ferro-gomma al servizio degli studenti e di tutti gli abitanti e i cosiddetti “utilizzatori della città”, nel territorio della Faentina e della Borgo San Lorenzo-Pontassieve, tema attuale nel caso in cui nel territorio del comune di Firenze, maggiore attrattore di mobilità, sarà realizzato il cosiddetto “Scudo Verde” diverrà decisivo l’accesso da nord su ferro dal Mugello), ma saranno discusse anche una serie di tematiche di cui raramente si parla quando si studia una ferrovia, ovvero il suo ruolo nell’organizzazione del territorio, nella cultura degli abitanti, nella quotidianità del vivere locale e della promozione della socialità delle comunità lungo le linee.

Una sessione internazionale, con testimonianze da due paesi sudamericani, testimonieranno che queste tematiche non costituiscono un “unicum” a livello locale, ma sono temi all’ordine del giorno anche in contesti molto diversi (apparentemente) da quello italiano ed europeo.

Il convegno assurgerà quindi al ruolo di “miccia” che potrà essere base di partenza per varie attività. Un tema, forse non ancora sufficientemente sviluppato sulla (e a partire) dalla tratta ferroviaria è quello di tutta la gamma delle opportunità turistiche, ludiche, sportive. Certo non sono mancati tentativi di valorizzazione, si veda a questo proposito il lavoro sul Cammino di Dante, oppure il sito Trekkingcoltreno.it, ma riteniamo, in una logica collaborativa fra più attori, che si possa, a partire da una puntuale ricognizione di edifici ristrutturati, edifici abbandonati che insistono sulla tratta (ad esempio il complesso della stazione di Fornello, con gli impianti collegati, meta di una gita realizzata dal CAI-Sezione di Firenze nel 2022, o il famoso casello “della Beppa”), puntare alla valorizzazione delle stazioni e dei caselli, promuovendo la concreta realizzazione di punti di informazioni turistiche, bici stazioni, con le ricariche elettriche e servizi per i ciclisti e per i turisti, coinvolgendo le sezioni locali del CAI, oppure mettere a disposizione ad associazioni locali, per lo svolgimento di servizi alla comunità, quali presidi sanitari di base, ambulatori, ecc. ecc.. In buona sostanza la valorizzazione di un patrimonio immobiliare, che crediamo possa essere d’interesse anche del Gruppo Ferrovie dello Stato, a servizio delle comunità locali e dei visitatori dei luoghi.

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